Considerata da molti un semplice inestetismo, la cellulite è una vera patologia cutanea. La sua causa principale è l’insufficienza venosa che provoca ristagno di liquidi nei tessuti cutanei superficiali. Questi liquidi, insieme a residui tossici, si accumulano nelle cellule del tessuto adiposo che tendono così ad isolarsi ed a gonfiarsi. Questo porta alla formazione di un tessuto fibroso reattivo con la tendenza progressiva ad avvolgere tutto. Il processo di formazione della cellulite, quindi, prevede altre tre fasi: |
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la forma iniziale è dura o compatta. La pelle appare ispessita e l’aspetto a buccia d’arancia si nota solo pizzicando la parte con le dita.
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La cellulite molle o flaccida. Le cellule adipose tendono a gonfiarsi, causando una notevole alterazione della silhouette, con buccia d’arancia e noduli evidenti alla palpazione profonda.
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La cellulite edematosa:I noduli sono evidenti e dolorosi. Si verifica l’inglobamento delle normali strutture cutanee da parte del tessuto cicatriziale. In questa fase, per fortuna poco frequente, il danno tissutale è elevatissimo, e non sempre è possibile il recupero del danneggiamento.
La cellulite può colpire zone del corpo differenti: il volto e le mani sono le uniche escluse, mentre altre parti del corpo lo sono di preferenza come fianchi e natiche, zone del corpo femminile esposte per eccellenza all’accumulo di grasso. Partendo da lì, la cellulite può diffondersi a tutta la gamba, sia in forma compatta che molle. Sulla coscia, ad esempio, inizialmente appaiono cuscinetti e avvallamenti, la cui prima causa è l’utilizzo di indumenti stretti indossati per tempi troppo lunghi.
Nella parte interna la cellulite generalmente è flaccida, mobile e non dolorosa, mentre nella parte posteriore si presenta sia dura che flaccida, spesso a causa di una lunga sedentarietà. Irregolarità e rientranze della superficie cutanea danno origine al classico aspetto a buccia d’arancia, che compare spesso anche nella parte posteriore del polpaccio, sulle braccia e in età avanzata anche sulle spalle.
Ci sono dei campanelli d’allarme che preannunciano una probabile comparsa di cellulite: predisposizione familiare, immobilità o ingessature prolungate, sovrappeso, bacino largo e forme mediterranee, vita sedentaria, molto tempo in piedi, sbalzi del ciclo mestruale, abbandono di attività sportiva, dieta ricca di dolci e bibite gassate. Se ci si riconosce in almeno due di queste definizioni, meglio correre ai ripari, adottando comportamenti tesi a stimolare una buona circolazione linfatica e venosa, come evitare la vita sedentaria e l’immobilità delle gambe, evitare di stare troppo tempo in piedi senza muoversi, tenere le gambe più alte del bacino quando si sta sedute, massaggiare le gambe dalla caviglia in su prima di coricarsi, evitare indumenti stretti (dai jeans agli slip), scarpe con tacchi alti e punte strette e fonti di calore dirette sulle gambe. Per la prevenzione della cellulite, poi, è fondamentale l’attenzione alla dieta, che deve essere equilibrata, ricca di verdura e povera di sale, e ricchissima di acqua, meglio se associata a movimento di tipo aerobico. Manca poco all'estate: è questo il momento giusto per preparare un attacco alla cellulite. Per ottenere risultati agire sulle cause è fondamentale.
Gli obbiettivi della lotta sono quattro:
- drenare. attivare la microcircolazione è il primo passo per ridurre il gonfiore e la pesantezza.
- affinare. Per ridurre i cuscinetti localizzati, bisogna attivare la lipolisi, cioè il processo di eliminazione dei grassi in deposito.
- rassodare. Rendere la pelle più tonica aiuta a ridurre l’effetto visivo della cellulite, che rende la cute poco elastica e facile al rilassamento.
- esfoliare. Eliminare le cellule morte è indispensabile per preparare il terreno ai trattamenti mirati, che potranno agire più in profondità nell’epidermide.
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