Inoltre possono creare danni agli occhi, che quindi vanno protetti con occhiali adeguati. Le radiazioni solari ultraviolette sono divise in tre classi:
UVA: radiazioni meno potenti ma che penetrano nel derma causando fotoinvecchiamento e patologie croniche della pelle.
UVB: radiazioni più potenti che aumentano durante l'estate e che sono la più diretta causa delle scottature.
UVC: i più forti e pericolosi, ma, fortunatamente, assorbiti nella quasi totalità dalla fascia di ozono che in parte filtra anche i raggi UVB
Una piccola quantità di luce del sole è essenziale per una buona salute: la vitamina D, per esempio, è prodotta con l'aiuto della luce del sole. Oltre una certa soglia, invece, è importante che la pelle sia protetta da creme, gel o soluzioni acquose, chiamate filtri solari in grado di filtrare i raggi ultravioletti. I filtri solari agiscono in due modalità, possono infatti assorbire i raggi e sacrificarsi al posto delle cellule del corpo (filtri di origine chimica es: oxibenzone) oppure sono in grado di rifrangere le radiazioni ultraviolette facendo in modo che queste non raggiungano affatto la superficie della pelle (filtri fisici es: zinco ossido o titanio diossido).
Condizioni necessarie per il buon funzionamento di un filtro solare sono la resistenza all'acqua, un pH accettato dalla pelle e la stabilità alla luce.
Per i filtri solari si usa come unità di misura l’ indice di protezione I.P. che può variare da 0 (nessuna azione filtrante) a 50+ (schermo pressoché totale). L’ IP si valuta testando il tempo di esposizione al sole (luce ad UV) di una zona del braccio prima che si formi l’eritema. E’ ovvio che la risposta all’esposizione è legata al tipo di pelle che viene distinta in sei fototipi, a seconda delle caratteristiche dell'individuo e della reazione all'esposizione ai raggi ultravioletti:
Fototipo I. Soggetti con carnagione molto chiara, spessissimo con efelidi, capelli biondi o rossi, occhi chiari. Pelle molto sensibile, sviluppa un eritema evidente ad ogni esposizione al sole non protetta. L'abbronzatura resta molto lieve o del tutto inesistente.
Fototipo II. Soggetti con carnagione chiara, spesso con efelidi, capelli di colore biondo scuro o castano chiaro, occhi chiari. Pelle delicata, tende a scottarsi facilmente. L'abbronzatura è leggera con una carnagione dal colorito dorato.
Fototipo III. È il tipo più frequente. Soggetti con carnagione bruno-chiara, capelli di colore castano, occhi chiari o scuri. Questa pelle può scottarsi in seguito a colpi di sole. L'abbronzatura risulta pronunciata ed omogenea.
Fototipo IV. Soggetti con carnagione olivastra o scura, capelli di colore castano scuro o nero, occhi scuri. Pelle poco sensibile e reagisce raramente ai colpi di sole. L'abbronzatura risulta intensa.
Fototipo V. Carnagione bruno-olivastra, capelli neri, occhi scuri. Questa pelle non reagisce mai all'esposizione al sole. L'abbronzatura risulta molto marcata.
Fototipo VI. Soggetti con carnagione nera, capelli neri, occhi scuri. È il fototipo della razza nera. Non si manifesta alcuna abbronzatura.
In base al fototipo si devono usare filtri solari con diversi livelli di IP ma, da studi, si raccomanda, comunque, di non usare mai protezioni solari inferiori ad un IP di 15 per avere una garanzia basilare di sicurezza agli eritemi. Oltre ai filtri, per evitare fotoinvecchiamento e migliorare il grado di abbronzatura della pelle, è possibile integrare la dieta con vitaminici a base di beta-carotene, precursore della vitamina A, che difende da radicali liberi, dai raggi solari e dona alla pelle una colorazione che precorre l’abbronzatura FONTI: www.sanihelp.it ; www.wikipedia.it; tesi di laurea dott. Galatello Adamo Luigi “ Sostanze funzionali di interesse cosmetico e formulazioni per la fotoprotezione della pelle” |